venerdì 10 marzo 2017

Arista alla senape con salsa di carote

La senape è una pianta dai fiori gialli simili a dei grappoli, mentre dai semi della pianta si ricava la salsa vera e propria, e sono proprio i semi che conferiscono il classico sapore speziato alla salsa. In Italia, viene generalmente utilizzata in cucina la salsa prodotta con i semi macinati di senape bianchi e neri aggiunti ad altri ingredienti, oppure la polvere o i semi interi. Oltre che per insaporire ed arricchire molti secondi piatti a base di carne e pesce, la senape viene utilizzata per preparare molte salse. Esistono diversi tipi di senape, quella dal sapore più intenso e deciso, ed altre dal sapore più delicato e leggero.
I semi di senape interi  invece, possono essere utilizzati per i piatti a scopo decorativo e se leggermente schiacciati in un mortaio, sprigioneranno tutto il loro aroma se aggiunti ad olio, aceto o acqua e ad altri aromi. In questo modo si potranno aromatizzare carni, uova, formaggi e insalate.
Una salsa molto interessante; specialmente per i vegani,  è la finta maionese, che si può ottenere mettendo nel bicchiere del frullino ad immersione il di latte di soia, un cucchiaino di senape, un pizzico di sale, un po' di limone e un goccio di olio. Si inizia a frullare e senza spegnere il frullino si aggiunge a filo l'olio fino a raggiungere la consistenza desiderata.




Ingredienti:

720 gr di arista,
400 gr di carote,
senape,
rosmarino,
succo di 1/2 arancia,
vino bianco.

Preparazione:

Massaggiate completamente l’arista con abbondante senape e adagiatela su una teglia rivestita da carta forno.
Aggiungete le carote tagliate a dadini e una spolverata di trito di rosmarino.
Mettete in forno caldo a 180° per 15 minuti, dopodichè sfumate bene con il vino bianco e con il succo di mezza arancia. Cuocete per un'ora circa, quando la carne avrà raggiunto la temperatura di 68° al cuore. Togliere la carne dalla teglia e lasciatela intiepidire ricoprendola con la pellicola.  Frullate le carote per ottenere una salsina di accompagnamento davvero strepitosa. Servite la carne tiepida, affettata sottilmente, accompagnandola con la salsa.

Un consiglio se volete ottenere un arrosto morbido e socculento mettete nel forno un pentolino con dell’acqua, il vapore farà si che la carne non si secchi.

giovedì 9 marzo 2017

Tagliatelle di castagna con ragù di cinghiele

Il cinghiale è un mammifero che vive nei boschi nutrendosi di radici, tuberi, ghiande, insetti e piccoli mammiferi. È sempre stato cacciato per la sua carne molto saporita: ciò ha contribuito a ridurre la diffusione di questo suide. La carne del cinghiale è ottima quando l'animale è molto giovane o comunque quando non superi i sei mesi di età; richiede, in ogni caso, una frollatura di almeno 8-10 giorni, oltre che una prolungata marinatura. Dalla sua carne, si ottiene anche uno squisito sugo particolarmente apprezzato in toscana.
Le tagliatelle al ragù di cinghiale sono infatti, un piatto tipicamente toscano che io ho imparato ad apprezzare fin da piccola, come tutta la selvaggina. Certo, la ricetta richiede un po’ di tempo perché la carne deve prima marinare in un recipiente con gli odori coperta dal vino per una notte intera e poi deve cuocere molto lentamente. Ma ne vale la pena… e anche se la carne del cinghiale ha un sapore deciso e selvatico, preparata in questo modo otterrete un ragù da leccarsi i baffi! Se poi usate questo ragù per condire delle tagliatelle di castagna… come  dico io, è la morte sua!






Per la sfoglia delle tagliatelle
150 gr di farina di castagne, 150 gr di farina 00, 3 uova, sale e acqua q.b.

Per il condimento al cinghiale per 5 persone
– 400 gr di cinghiale
– 500 gr pappardelle
– 300 ml di pomodoro passato o polpa di pomodoro
– 1/2 litro di buon vino rosso
– 1/2 carota
– 1/2 cipolla
– 1 spicchio d’aglio
– 3/4 foglie di alloro
– bacche di ginepro
– 2/3 costoline di sedano
– un po’ di rosmarino
– 2 foglie di salvia
– 2 chiodi di garofano
– qualche foglia di prezzemolo
– grasso di pancetta o salsiccia sbriciolata

PREPARAZIONE RAGÙ DI CINGHIALE
Come prima cosa preparate il ragù di cinghiale, lo possiamo fare anche il giorno prima.
Con l’aiuto di un coltello, tagliate a pezzetti piccoli il cinghiale e metterlo a marinare in una ciotola con gli odori, le spezie e il vino rosso per una notte.
Trascorso questo tempo buttate il vino e gli odori della marinata, trasferite il cinghiale su un tagliere
Preparate un trito con carota, cipolla, sedano e prezzemolo freschi (non utilizzare quelli già macerati perché hanno assorbito il selvatico del cinghiale) ,metterlo in un tegame di coccio (su di un disco spargifiamma) con poco olio e farlo appassire a fuoco dolce.
 Quando è bello morbido aggiungete il cinghiale a pezzetti  e alzate la fiamma… il cinghiale rilascerà la sua acqua di cottura che dovrete far asciugare. Otterrete così un piatto leggero e che non odora di selvatico.
 Se la carne del cinghiale è molto magra aggiungete o un po’ di salsiccia sbriciolata o un po’ di grasso di pancetta tagliato a pezzetti… la carne di cinghiale risulterà più morbida e saporita
Aggiungete il pomodoro passato (o la polpa di pomodoro) secondo gradimento e  un po’ di acqua (il ragù dovrà cuocere per diverse ore) . Fate cuocere a fiamma dolce.. il ragù dovrà pippiare o pappuliare (come dicono a Napoli)… termine che indica lo sbuffo del ragù che, sobbollendo, libera una bolla per volta
Lasciate cuocere per circa 3 ore fino a quando il ragù sarà ben ritirato
Cuocete le pappardelle in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle in padella con il sugo di cinghiale
Mettete nel piatto e servite calde! Se di gradimento spolverizzate con formaggio grattugiato e… buon appetito!

PREPARAZIONE DELLA PASTA
Preparate la pasta per le tagliatelle. Per fare la pasta prendete una terrina e mescolate tra loro le due farine in modo che il composto alla fine risulti di un colore omogeneo. Poi versate tale composto di farine su una spianatoia in legno e con una mano fate la classica montagnola con il buco al centro come fosse un vulcano.
All’interno del buco rompete le due uova e cominciate ad amalgamare la farina aggiungendo un po’ d’acqua se lo ritenete necessario. Nel caso non siate troppo pratici di pasta fatta in casa il consiglio è quello di fare tutto il procedimento non su una spianatoia ma all’interno di una ciotola in plastica molto capiente (circa 35 cm di diametro) e di amalgamare le uova e la farina inizialmente con una forchetta in metallo resistente. Poi, quando il composto risulterà più malleabile infarinatevi le mani e terminate di amalgamarlo a mano come avreste fatto sulla spianatoia.
Amalgamato bene l’impasto, formate una pagnotta, avvolgetela nella pellicola per alimenti e ponetela in frigo o in un luogo fresco per almeno 30 minuti. Se fate le tagliatelle con la macchina della pasta potete procedere subito infarinando bene l’impasto.
Riprendete il panetto di pasta dal frigo, rimpastatelo e con l’aiuto di un po’ di farina e stendetelo a uno spessore di 1 – 2 mm con il mattarello. Infarinate la sfoglia in modo che non si possa attaccare, e arrotolatela su se stessa a formare un rotolino. Con un coltello a lama liscia e ben affilato tagliate delle striscioline di circa 5-7 mm di larghezza e srotolatele prima che si appiccichino le une con le altre. Disponetele poi su un vassoio di carta precedentemente ben infarinato. Procedete allo stesso modo con tutto l’impasto preparato.


lunedì 27 febbraio 2017

Cozze ripiene con tonno e mortadella

I muscoli o cozze ripieni alla spezzina sono una specialità che mi ha insegnato un noto ristoratore di Lerici che ho conosciuto quando lavoravo sulle navi e durante le soste andavo appunto a mangiare nel suo ristorante. E’ una ricetta caratteristica che ha molto successo nonostante gli ingredienti insoliti. Inoltre mi ha insegnato a chiudere il muscolo senza usare il filo, proverò a spiegarvelo nel miglior modo possibile, in caso di dubbi potete chiedere nei commenti.


Ingredienti per circa 60 muscoli (cozze)
3 hg di mortadella
2 hg di tonno
1 hg di parmigiano
2 uova grandi o 3 piccole
1 fetta di pane raffermo bagnato nel latte
Prezzemolo, aglio
Pane grattugiato
Sale
8/10 pomodori maturi da sugo
Procedimento
In un frullatore, fare un impasto con mortadella, tonno, parmigiano, uova, aglio, prezzemolo, il pane e poco sale. In caso rimanesse troppo morbido aggiungere poco pane grattugiato. Pulire i muscoli dalla loro barba e grattare bene le valve.
Per aprire i muscoli fare in modo da avere un contenitore che raccolga l’acqua dei muscoli e non buttarla. Prendere un muscolo, inserire un coltello affilato dall’angolo della parte dritta e girare fino a quasi la fine della parte tonda, così il muscolo si apre. Per non mettere il filo dare mezzo giro delle valve senza romperlo e tornare alla posizione iniziale in cui il muscolo è aperto. Riempirlo senza esagerare e chiudere.

Ripetere per tutti i muscoli. Pelare i pomodori, togliere i semi e farli a piccoli dadini. Fare un soffritto con aglio e prezzemolo, aggiungere  i pomodori e un po’ d’acqua dei muscoli, fate insaporire quindi aggiungere i muscoli. Tempo di cottura 20/30 minuti.

mercoledì 8 febbraio 2017

Arista ripiena con salciccia e stracchino


ARISTA RIPIENA DI SALCICCIA E STRACCHINO

Mi piacciono gli arrosti ripieni, trovo che siano succulenti da gustare e molto comodi da preparare. Infatti basta avere un bravo macellaio che vi sappia fornire della carne di prima qualità, per il resto dovrete davvero solo riempirlo ed arrotolarlo. A cuocerlo poi ci penserà il fuoco mentre voi vi dedicherete ad altre attività. Almeno questo é il mio modo di vedere l’arrosto, ovvero un secondo piatto davvero perfetto per ogni occasione, soprattutto per la cuoca. Io in questa ricetta ho utilizzato l’arista di maiale perché trovo che sia una carne piuttosto delicata ed anche economica . Per il ripieno poi ho utilizzato le salcicce e lo stracchino ( come si fa per i crostini tanto amati anche dai bambini). Infine una raccomandazione: l’arrosto deve cuocere lentamente in modo che a fine cottura risulterà morbido e succulento, per cui mi raccomando niente pente e pentoline ma forno!







Ingredienti:

1 arista di maiale di circa 1 Kg. disossata e aperta a libretto.
500g circa di salsicce di maiale, 250g di stracchino , noce moscata
10 fette di pancetta
 Aromi naturali ( salvia, rosmarino, pepe e aglio ).
 Sale a piacere tenendo presente che le salsicce sono già salate.

Preparazione :

Prendete un’arista di maiale disossata e aperta a libretto, stendetela sul piano di lavoro e salatela sia all’interno che all’esterno massaggiandola. Spargete gli aromi uniformemente su tutta la superficie del taglio di carne. 
Spellate le salcicce e unirle allo stracchino, salate, pepate e unite la noce moscata Disponete su tutta la superfice della carne con l’impasto ottenuto , arrotolate l’arista come per preparare un rollè, bardatela con le fette di pancetta e legate con uno spago per cucina.  Prendete della carta da forno e avvolgeteci il rollè di arista formando un fagottino e legate nuovamente. Ponete il tutto in una teglia e mettete in forno preriscaldato a 180 gradi. Fate cuocere per circa un ora, dopo togliete il foglio di carta da forno la cottura finché la pancetta non sarà rosolata da ambedue le parti. Togliete dal forno il vostro arrosto, lasciatelo freddare e quindi affettatelo. Prima di servirlo potete riscaldarlo ponendolo per poco tempo nel forno riscaldato a 100 gradi e nel quale avete messo una boule con dell’acqua che serve a non far perdere all’arista tutto il suo succo interno.
BUON APPETITO

P.S Se vi avanza un po’ di farcia fateci dei crosti sicuramente i vostri figli ve ne saranno grati !!!!!!

mercoledì 1 febbraio 2017

Spuma di salmone fresco

Spuma di salmone fresco, asparagi e grissini di pasta sfoglia al sesamo







Ingredienti
Salmone fresco : 200 g
Panna densa : 100 g
Burro freddo : 30 g
Asparagi cotti 100 g
Succo di limone : 1 cucchiaio
limone : 1
Timo : 2
scalogno : 2
Olio extravergine d’oliva : q.b.
sale : q.b.
pepe : q.b.
1 rotolo di pasta sfoglia, 1 uovo, semi di sesamo

Preparazione
Pulite il salmone ed eliminate tutte le lische.
Tagliatelo a pezzi grossi e fatelo saltare a fuoco vivace in una padella antiaderente con un filo di olio e un pizzico di sale.
Nel frattempo tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire in un pentolino con una noce di burro.
Raccogliete la polpa del salmone nel bicchiere del mixer, aggiungete la panna, 30 g di burro a pezzetti, lo scalogno stufato, il timo sfogliato e il succo di limone, e frullate, fino a ottenere un composto ben amalgamato.
Tritate uno scalogno piccolo e stufatelo in una padella con poco olio, pulite gli asparagi, farli a rondelline e unirli allo scalogno. Sfumate con poco vino bianco e portare a cottura.
Distribuite una parte della spuma nei vasetti, metteteci sopra qualche rondella di asparago e coprite nuovamente con la spuma di salmone.
Lasciate riposare la spuma in frigorifero per almeno 1 ora.
Sbattete l’uovo in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale,  spennellate la pasta sfoglia, cospargetela con i semi di sesamo  e con i rebbi di una forchetta  bucarla. Con un tagliapasta fare delle strisce di circa mezzo centimetro e infornatele per circa 20 minuti a 180°
Togliere i vasetti di spuma di salmone dal frigo, guarnirli con le strisce di pasta sfoglia e servire.

Buon appetito

martedì 6 dicembre 2016

Coniglio ripieno con mortadella,prosciutto crudo e salame

Coniglio ripieno

IL coniglio ripieno, farcito con mortadella, prosciutto crudo, salame, parmigiano e aromi, è un secondo piatto molto ricco ed estremamente gustoso, che esalta il sapore semplice e delicato della carne bianca del coniglio con gusto e fantasia. 
Il coniglio arrotolato è una preparazione della tradizione toscana, ideale per essere portato in tavola sia nelle grandi occasioni che per il pranzo della domenica in famiglia o per una cena nella quale si desidera stupire i nostri commensali. I sapori che compongono questa ricetta sono tanti, tutti diversi tra di loro e ad ogni boccone potrete assaporare questo perfetto mix di gusti, che con una carne semplice e leggera, come quella del coniglio, si combinano in maniera armoniosa.






Ingredienti per 6/8 persone
·         1 coniglio da 2kg circa (da dissossare)
·         1 etto di prosciutto crudo semidolce
·         1 etto di mortadella senza pistacchi
·         1 etto di salame toscano
·         50 gr di grana grattugiato
·         q.b. di aglio, rosmarino e salvia tritati
Per Cucinare:
·         q.b. di olio d'oliva (extravergine)
·         200 ml di vino bianco
·         200 ml di acqua
Preparazione

  1. Preparate un trito di aglio, rosmarino e salvia e preparatevi l’affettato.


  1. Per preparare il coniglio arrotolato prendete il coniglio e dissossatelo, in alternativa chiedete al vostro macellaio di fiducia di fare questa operazione per voi, quindi stendetelo completamente per farcirlo bene.



3.    Coprite tutta la carne con il trito di aglio e erbe aromatiche, salate, pepate e spolverate con il grana grattugiato. Quindi distribuitevi prima le fette di salame, poi quelle di mortadella ed infine le fette di prosciutto crudo.


  1.  Arrotolate il coniglio, preferibilmente lungo il lato lungo e sistemate sulla superficie del rotolo un bel ramo di rosmarino e chiudete nella rete (in alternativa fissate il coniglio con lo spago tutt'intorno).




  1. Mettete tre cucchiai di olio in una pirofila, quindi unite il rotolo di coniglio e fatelo rosolare tutt'intorno. Girate spesso il coniglio per farlo colorare bene, quindi sfumate con il vino bianco, aggiungete anche l'acqua e fatelo cuocere a fuoco medio, coperto per un'oretta, girandolo ogni tanto durante la cottura.


  1. Verificate la cottura del coniglio come si fa per l'arrosto, infilandolo con uno stecchino, per una cottura ottimale dovrà fuoriuscire del liquido trasparente; se fuoriesce sangue vuol dire che deve cuocere ancora.
  2. Quando il coniglio è pronto mettetelo  in una pirofila e fatelo riposare almeno due o tre ore in modo che la carne si compatti bene e sia perfetta al taglio.
  3. Recuparate il fondo di cottura del coniglio e filtratelo. Passato il tempo indicato, prendete il coniglio affettatelo e mappatelo con il sughetto ottenuto.
  4. Il vostro coniglio ripieno è pronto, si può servire sia tiepido che a temperatura ambiente, è ottimo in ambi i casi.
Piccolo trucco
Mia nonna era solita mettere a riposare il coniglio cotto in una pirofila della misura del coniglio stesso e con sopra qualcosa di molto pesante in modo da compattare le carni ben ben bene. Vi assicuro che il suo coniglio ripieno era sempre un successo!!



giovedì 3 novembre 2016

Ribollita Toscana

Presentazione

La Ribollita è sicuramente uno dei piatti tipici più conosciuti della tradizione gastronomica Toscana che potrebbe ricordare un minestrone per la grande varietà di verdure utilizzate per la sua realizzazione.
Non c'è dubbio che la ribollita abbia un origine prettamente contadina infatti, sia il metodo di cottura utilizzato, sia la sua composizione suggeriscono che si tratta di un piatto molto umile.
Il termine Ribollita infatti, significa "bollita di nuovo" e si riferisce al fatto che per preparare questo piatto si utilizzavano le verdure cotte avanzate dai pasti dei giorni precedenti e le si facevano cuocere nuovamente insieme al pane raffermo, con l'aggiunta di un filo d'olio d'oliva a fine cottura.
Anticamente era tradizione preparare la ribollita il venerdì in grande abbondanza, con gli avanzi della settimana, in modo da poterne mangiare anche nei giorni seguenti facendola ribollire ogni volta.
Naturalmente, in tutta la Toscana, ogni provincia e ogni città o paese ha la sua versione della ribollita che quindi non ha una ricetta standard ma presenta comunque una regola fondamentale: per chiamarsi davvero ribollita deve contenere obbligatoriamente i fagioli e due tipi di cavolo, il cavolo verza ed il cavolo nero.
Oggi io vi propongo la mia versione, così come la preparava mia nonna Gina.









Ingredienti

Cavoli verza 250 g,  Cavoli nero 250 g,  Pane casereccio raffermo qb, Olio di oliva extravergine 100 g, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro,  Patate 250 g, Fagioli cannellini secchi 250 g,  3 zucchine medie, 2 patate medie, 2 carote medie, fagiolini 100 g, piselli 100 g
Per il soffritto : Cipolle 1 da 60 g, Carote 60 g, Sedano 60 g, Porri 120 g, Rosmarino 1 rametto, Pepe 1 pizzico Sale q.b., noce moscata, 2 chiodi di garofano

Preparazione

Per preparare la ribollita, dovrete aver messo in ammollo in acqua fredda i fagioli cannellini per almeno una notte intera, coperti con pellicola . Una volta ammorbiditi, sciacquateli sotto acqua corrente , scolateli e versateli in un tegame. Coprite con acqua , aromatizzate con una foglia di alloro (se preferite potete anche usare della cotenna o osso di prosciutto crudo per insaporire i fagioli) e cuocete i fagioli a fuoco lento per almeno 1 ora.  Quando saranno pronti, ricordatevi di non buttare via l'acqua di cottura, che vi servirà per cuocere la ribollita . Nel frattempo cominciate a preparare il soffritto: eliminate la parte verde e la parte finale del porro, sfogliatelo dei primi due strati e riducetelo a fettine sottili , poi spuntate e pelate la carota e tritatela finemente insieme al sedano . Mondate una cipolla e tritate anch’essa. Passate a preparare anche le altre verdure: lavatele, quindi pelate la patata e riducetela a dadini , poi i fagiolini, le carote e infine gli zucchini. Prendetela verza, dividetela a metà e privatela del torsolo centrale , quindi riducete le foglie a pezzi . Infine eliminate la parte finale delle foglie di cavolo nero , poi tagliatelo avendo cura di separare la costa centrale dalle foglie : tagliate finemente le coste e grossolanamente le foglie.
 Quindi in un tegame capiente fate soffriggere l’aglio intero o diviso a metà con circa 60 g di olio. Poi toglietelo  e versate il trito di cipolla, carota, sedano e porro. Lasciate appassire a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per far si che non si attacchi al fondo. Dopodiché unite il cavolo nero e la verza e fate insaporire bene con il soffritto di verdure. Adesso inizia la vera cottura, versate poco alla volta il brodo di cottura dei fagioli, la conserva di pomodoro, tutte le verdure precedentemente preparate sale , pepe, noce moscata, i chiodi di garofano e lasciate cuocere a fuoco molto basso e con il coperchio per almeno 2 ore, sempre unendo brodo quando necessario: la verdura dovrà sfaldarsi. Quando le verdure saranno morbide , unite 2 terzi dei fagioli cannellini cotti e passati al passaverdura e 1 terzo interi, continuate a versare brodo se necessario, e lasciate cuocere ancora 1 ora sempre con il coperchio : a fine cottura la ribollita deve risultare densa e cremosa. Dopodiché versate la ribollita in una ciotola e coprite con pellicola . Fate raffreddare a temperatura ambiente e poi trasferitela in frigorifero per tuta la notte. Il giorno dopo, versate la ribollita nuovamente nel tegame e fate raggiungere il bollore sempre a fuoco lento; quando sobbollirà spengete il fuoco.
Prendete una pirofila e alternate uno strato di pane raffermo e abbondante ribollita, un altro strato di pane e così via avendo cura di mescolare bene pane e ribollita ad ogni strato in modo che non rimanga del pane non inzuppato. Prima di portare in tavola la ribollita fategli, come diceva mia nonna, il letto cioè mette sull’ultimo strato una porzione abbondante di verdure.
Guarnite con il rosmarino tritato e un filo d’olio.

Piccolo trucco


Con le parti del porro che si scartano potete fare un ottimo Pan cotto